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July 2, 2026

Next Gen, venture capital e filantropia: nuovi spazi di iniziativa per la famiglia imprenditoriale

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Next Gen, venture capital e filantropia: nuovi spazi di iniziativa per la famiglia imprenditoriale

Il passaggio generazionale nelle famiglie imprenditoriali non è più solo una questione di successione nell’impresa o di trasmissione del patrimonio. Le nuove generazioni chiedono qualcosa di diverso: costruire un ruolo proprio e riconoscibile anche al di fuori del business originario. Venture capital, impact investing, filantropia strategica sono i nuovi territori in cui la Next Gen sta cercando spazio per agire.

È attorno a questa trasformazione che si è sviluppato il secondo webinar dell’Osservatorio Family Office del gruppo di ricerca Innovation, Strategy & Family Business della School of Management del Politecnico di Milano: un’occasione per capire come le famiglie imprenditoriali accompagnino le nuove generazioni come protagoniste di nuove forme di continuità familiare che tengono insieme identità, capitale, valori e impatto.

Come si preserva l’identità imprenditoriale della famiglia?

Che cosa succede all’identità di una famiglia imprenditoriale quando l’impresa viene venduta, o quando perde centralità? È la domanda con cui Reinhard Prügl, full professor in Management alla WU Vienna e Scientific Director FIF alla Zeppelin University, ha aperto il suo intervento. Per il professor Prügl, l’identità imprenditoriale familiare è il senso condiviso di “chi siamo” come famiglia. E, quando l’azienda scompare o arretra, questo senso rischia di indebolirsi insieme a lei.

Il single family office può diventare allora un veicolo di preservazione identitaria. Le strade sono diverse (orientare parte del patrimonio verso investimenti imprenditoriali, costruire spazi di governance in cui la famiglia continui a dialogare, attivare iniziative filantropiche o imprenditoriali che mantengano viva la partecipazione tra generazioni). In tutti i casi non basta possedere un patrimonio, serve creare occasioni in cui la famiglia possa riconoscersi, agire e decidere insieme.

Perché la Next Gen non segue un unico percorso?

Sarebbe un errore trattare la nuova generazione come un blocco omogeneo. Il professor Prügl ha mostrato come i membri delle famiglie imprenditoriali assumano ruoli molto diversi quando decidono di avviare nuove iniziative:

  • legacy preservers”: continuano la tradizione familiare, spesso creando startup vicine al business originario;
  • independent seekers”: cercano una strada autonoma e vogliono essere riconosciuti per ciò che costruiscono, non per il cognome che portano.
  • identity integrators”: provano a tenere insieme radici e indipendenza, valorizzando il patrimonio familiare senza rinunciare a un percorso personale.

Il family office non può offrire alla Next Gen risposte standardizzate. Serve capire quale forma possa assumere, per ciascuno, la continuità imprenditoriale.

Quando la filantropia diventa strategica?

La filantropia sta cambiando natura, e lo sta facendo in modo più rapido di quanto molti si aspettino. Christian Argiolas, TEP, Wealth Advisor e Philanthropy Advisor di Intesa Sanpaolo Private Banking, ha sottolineato come, soprattutto per la Next Gen, filantropia, impact investing e venture philanthropy convergano sempre di più. Si parla meno di beneficenza e più di impatto, sostenibilità, innovazione sociale, accountability. Le nuove generazioni vogliono capire il perché delle scelte, essere coinvolte nel processo decisionale e vedere risultati misurabili.

Per Argiolas, una filantropia è davvero strategica quando è consapevole, formalizzata, orientata al medio-lungo periodo e dotata di obiettivi chiari. Il vero ostacolo, spesso, non è la mancanza di risorse, ma la complessità organizzativa. È qui che family office, advisor e banche private possono fare la differenza, diventando un ponte tra intenzioni e progettualità concrete.

Come può la filantropia rafforzare la coesione familiare?

La filantropia non è il capitolo finale del successo economico familiare, qualcosa da affrontare “dopo”, quando tutto il resto è sistemato. Elisabetta della Croce, Responsabile Filantropia Strategica di UNICEF Italia, l’ha definita uno spazio di costruzione identitaria. Per molte famiglie imprenditoriali, e soprattutto nei momenti di passaggio, vendita, cambio generazionale o ridefinizione del purpose, la filantropia aiuta a rispondere a una domanda essenziale: che cosa ci tiene insieme oggi?

Si tratta di scegliere quale impatto generare, quali responsabilità assumersi, quale eredità lasciare. La Next Gen sta accelerando questo cambiamento, chiedendo di parlare di impatto e la possibilità di mettersi in gioco in prima persona. In questo senso, la filantropia può diventare un investimento nel capitale socio-emotivo della famiglia perché rafforza relazioni, valori condivisi e coesione, con effetti che nel tempo sostengono anche la solidità patrimoniale.

Il Great Wealth Transfer è una minaccia o un’opportunità?

Il trasferimento di ricchezza verso Millennial e Gen Z è spesso raccontato come un rischio. Vittoria Mascioli, Engagement Manager di McKinsey & Company, ha evidenziato che il vero problema sta in che cosa vorranno fare del patrimonio coloro che lo riceveranno. La Next Gen mostra più propensione al rischio, più interesse per gli investimenti alternativi, più attenzione a impatto ed ESG, e vuole costruire un modo diverso di investire.

Questo impone ai family office di offrire modelli di servizio dedicati, figure che dialoghino con generazioni diverse, un’offerta più ampia su alternativi, filantropia e asset non finanziari, ma anche programmi di formazione e community

Come si struttura l’iniziativa della Next Gen nel venture capital?

Il venture capital è uno degli spazi più promettenti per trasformare l’interesse della Next Gen in iniziativa imprenditoriale concreta. Ma, come ha spiegato Carlo Andrea Curti, partner di Di Tanno Associati, non può essere affrontato come una semplice allocazione di capitale. Il primo passaggio è capire quanto la nuova iniziativa sia collegata alla famiglia. Può trattarsi di un progetto completamente autonomo, oppure può nascere dentro il family office, attraverso veicoli dedicati che permettono di segregare il rischio e costruire competenze gradualmente.

Da lì, il percorso può evolvere in investimenti in fondi, ruolo di anchor investor, partecipazione ai comitati, advisory company interne o, nei casi più strutturati, la creazione di vere piattaforme professionali di investimento. Ogni passaggio richiede attenzione giuridica, fiscale e organizzativa, perché il rischio è costruire strutture costose o poco coerenti con l’architettura complessiva del patrimonio.

Come si passa dall’eredità alla progettualità?

Le nuove generazioni non vogliono soltanto ricevere un patrimonio, ma chiedono spazi in cui esercitare responsabilità, costruire competenze e contribuire alla traiettoria futura della famiglia. Filantropia e venture capital, pur molto diversi tra loro, possono diventare due laboratori di iniziativa; la prima aiuta a chiarire valori, impatto e coesione; il secondo permette di sperimentare imprenditorialità, rischio e innovazione.

In entrambi i casi, il family office assume deve creare le condizioni perché la Next Gen possa trasformarlo in visione, apprendimento e nuova progettualità imprenditoriale.


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